martedì 20 dicembre 2011

Ciao Max, nessuno potrà cancellare il ricordo di un sorriso.


Quando ci lascia un ragazzo giovane, un amico, fin da subito percepiamo dentro di noi un vuoto incolmabile.

Poi, con il trascorrere delle ore, dei giorni, nella nostra immaginazione si affollano i ricordi, alcuni lieti altri dolorosi, delle esperienze condivise. E quel vuoto, che prima ci sembrava impossibile da colmare, si riempie rendendo meno doloroso il distacco.

È sempre difficile scrivere qualcosa per ricordare un amico che non c’è più.

Ancor più difficile è per me, oggi, dedicare qualche riga al mio amico Max che se n’è andato in silenzio, lui che ha riempito di parole, dette a voce e scritte, la vita di chi ha condiviso tante esperienze con lui.

È difficile scrivere di Max, ma lo farò perché avevamo una passione in comune che ci ha fatto conoscere: la politica.
Difficile da comprendere questa passione: avevamo entrambi condiviso lo stesso spirito e la volontà di mettersi in gioco.
Ma chi disprezza la politica, e oggi purtroppo non è difficile, non può capire la gioia che si prova e di quanto dia soddisfazione mettersi al servizio della società realizzando progetti e nel vedere che i propri valori e i propri ideali prendono forma, immortalando per sempre la loro esistenza.

Nessuno potrà mai cancellare le parole scritte, nessuno potrà cancellare il ricordo di un sorriso, nessuno potrà mai fermare un'idea.

ciao Max

F.

lunedì 17 ottobre 2011

La manifestazione di Sabato 15 ottobre, le maledette zone d’ombra:



Un legittimo diritto, quello di manifestare, che s’incrocia con sincere e giustificate paure per il futuro, nonostante il tema che ha portato a questa crisi economica, andrebbe trattato in aule universitarie piuttosto che nelle strade.
Abbiamo visto come in tutto il mondo siano scesi in piazza pacificamente diversi gruppi anticapitalisti, senza causare alcun incidente.
L’unica città messa a ferro e fuoco è in Italia, come se nella nostra patria esistesse una voragine in grado di inghiottire tutto, da una sub-cultura che alimenta la spirale fatta di ideologie fallite, a politiche incapaci di parlare alla gente.

E sabato abbiamo visto sfilare a Roma tutti coloro che avevano qualcosa da reclamare contro le istituzioni: dai No-Tav ai gruppi filo-palestinesi; in un groviglio pieno di zone d’ombra.

Immagino che negli scontri di Roma, si siano trovati in mezzo molti ragazzi che non avevano nessuna volontà di creare disordini, ma ritengo che molte delle persone scese in piazza sabato non abbiano ancora deciso “se stare con lo stato o coi black bloc” ; persone che che non vogliono assumersi responsabilità e che non si preoccupano di organizzare  manifestazioni impermeabili a gruppi delinquenziali.

Perchè se i “black bloc” erano davvero poche centinaia, come molti politici si sono affrettati ad analizzare e condannare , in modo che tanto assomiglia ad un alibi, come mai nessuno a pensato di espellerli per tempo?

Purtroppo, in una situazione di totale ambiguità, dove le censure del post disastro occultano la comoda tolleranza della vigilia, è facile dire che i giovani hanno ragione, quando nessuno, tra maggioranza e opposizione ha idee chiare su cosa fare per loro.
L’unica idea chiara che abbiamo è di una nazione fragile, incapace di affrontare la violenza di piazza, come in una democrazia immatura.
E di una società piena di giovani di buona fede, alla quale si mescolano facilmente, a causa della debolezza di questo stato, violenti e delinquenti.

Siamo davvero sicuri che vogliamo esportare “questa democrazia”? Quando non siamo nemmeno in grado di garantirla nella nostra Patria.



Fabio Paticella

venerdì 14 ottobre 2011

Risposta al Consigliere Pozzi


Gentile Consigliere Pozzi,
confermo che il suo intervento risulta allarmistico ed inutile ·

Allarmistico, perche' non si e' curato minimamente di conoscere le ragioni del problema contingente che ha creato l'abnorme afflusso di utenti e delle conseguenti lunghe attese, che nulla hanno a che vedere con la struttura vecchia ed inadeguata.

Inutile, in quanto le puntuali spiegazioni ed i programmi di miglioramento, che il Direttore Generale della Asl di Varese ha fornito erano già tutte a conoscenza dell`assessore e del sindaco. 

Non vorrà mica prendersi il merito di aver determinato alcunchè con il suo intervento?

Anche una struttura all’avanguardia non avrebbe potuto risolvere il problema di questi giorni, senza dubbio avrebbe potuto recepire meglio le persone, ma non risolvere nulla!
Le consiglio di visitare le altre strutture presenti nella provincia, così potrà riscontrare di persona che la situazione non è diversa.

Il richiamo che le ho fatto, aveva uno scopo ben preciso, che Lei purtroppo non ha colto: da un consigliere di maggioranza, un responsabile uomo della amministrazione pubblica, mi sarei aspettato una puntuale spiegazione delle ragioni del problema, al fine di aiutare i cittadini e l`amministrazione stessa ad affrontarlo e gestirlo assieme.

I toni e la descrizione dei fatti, erano studiate ad arte per captare a suo favore ed a favore della sua parte politica, la benevolenza ed il consenso dei cittadini costretti loro malgrado a lunghe file.

Ribadisco allarmistico,inutile, capzioso oltre che tardivo.


Mi spiace ma non concordo, nè sul metodo, nè tantomeno sulla sostanza del suo intervento.

Credo che far politica significhi servire ed aiutarei cittadini, ma mai e poi mai strumentalizzarli, certo è che da un uomo abituato a stare all’opposizione ed alla critica mi rendo conto è difficile pretendere di più

Fabio Paticella
Coordinatore Unione Italiana Saronno

mercoledì 28 settembre 2011

il coltello nella schiena...

 L'altra sera in Consiglio Comunale che per la prima volta e’ stata espressa dall'assessore al bilancio la volontà futura di aumentare l'addizionale Irpef... ahi ahi ahi

Vi avevano promesso il Parco Isotta e il rilancio del commercio col "Centro Commerciale Naturale"???
Bene le imprese memorabili di questa a amministrazione sono i bugiardi 30 all'ora, un bel gabbiotto per le biciclette dei dipendenti comunali e lo spettro di un MEGA CENTRO COMMERCIALE a ridosso del centro.... i commercianti del centro non si sentono un coltello nella schiena? :) 

Proviamo a tradurre?

Allora tentiamo di capire:


I consiglieri di Saronno Servizi non vengono eletti, bensì nominati dal Sindaco, normalmente su indicazione dai partiti che compongono la maggioranza.


cito le parole dei consiglieri dimissionari:
«Le dimissioni non sono state indotte da necessità di natura riorganizzativa dell’organo di governo della Società, ma bensì da una situazione di rottura determinatasi tra il Presidente e i tre componenti di maggioranza del Consiglio -. Le cause che hanno determinato questa situazione di rottura non sono minimamente da ricondurre a problemi di natura “politica”, come detto da più esponenti dell’opposizione, ma ad una mancanza di collegialità nella conduzione aziendale che ha visto il Presidente, in diverse occasioni, a fronte di opinioni difformi espresse dai consiglieri, mettere in votazione scelte fatte in totale autonomia, senza una ricerca dei necessari e obbligati elementi di condivisione e trovandosi quindi i voti contrari di consiglieri di maggioranza su importanti scelte organizzative».


Dunque se non ci fosse collegialità, significa che i partiti, che queste persone rappresentano, non siano adeguatamente coesi... o mi sbaglio?


Oppure queste persone sono state lasciate libere di operare nel modo che loro ritenevano più opportuno?
Considerando che nessuno di loro è stato eletto, bensì solo nominato da gruppi politici, non ritengo sia opportuno il loro operato.


Io ribadisco la mia analisi:


Dal punto di vista è un chiarissimo segno di frattura, o ancor peggio (ma la reputo ridicola) la totale incapacità dei gruppi politici di gestire i propri uomini.


Quello che mi spaventa di tutto questo è la mancata capacità di offrire una sola versione, la totale anarchia anche nella comunicazione, che mi spinge a pensare che il presidente (riconfermato)si sia sentito sollevato dal fatto che questi "liberi pensatori" se ne siano andati...

giovedì 8 settembre 2011

Porro ci spieghi quali sono le incomprensioni!


Prima della pausa estiva le dimissioni di tre membri del CdA di Saronno Servizi erano
state spacciate come una scelta consapevole atta a ridurre i costi (con questa scusa,
ridotto il CdA a 3 componenti, l’Amministrazione saronnese “regala” un terzo del Consiglio
agli altri Comuni soci che, messi insieme, hanno si è no il 2% del capitale sociale, per il
98% pagato dai Saronnesi!).
Ma ieri, purtroppo per noi saronnesi, è emersa la verità: quali sarebbero le incomprensioni
tali da rallentare il lavoro della Saronno Servizi? Ma Saronno Servizi non dovrebbe essere
altro che lo specchio dell’Amministrazione?
Riassumiamo la situazione. Un CdA composto da un presidente nominato dal Pd, e un
membro a testa per Socialisti, Tu@Saronno e uno per l’anima di estrema sinistra: è
possibile che queste incomprensioni siano da imputare esclusivamente ai soggetti
nominati?
La nostra sensazione è che ci sia ben altro, considerato anche il totale immobilismo tra le mura di
piazza Repubblica. Quelle che sono state definite sbrigativamente “incomprensioni” hanno fino a
oggi prodotto risultati che definire insignificanti sarebbe un complimento: basta ricordare, solo a
titolo di esempio, il deposito delle biciclette per i dipendenti comunali (una spesuccia da 20mila
euro...), un limite di velocità imposto a caso e ovviamente non rispettato da nessuno e ben poco
altro.
Sulla questione della Saronno Servizi il sindaco Porro parla di “incompatibilità di fondo”: mi auguro
stia scherzando! Un atto del genere, le dimissioni dei membri dei tre partiti minori, che ha portato
ad una chiara delegittimazione del Presidente della partecipata, può avere una sola chiave di
lettura: una seria crisi tra le diverse anime della maggioranza; e di ciò v’è traccia esplicita nei
verbali del Consiglio di Amministrazione, da cui emergono a chiare lettere i contrasti tra gli
Consiglieri, le votazioni non unanimi, le dichiarazioni di voto contrario fatte allegare a verbale.
Purtroppo si sta verificando ciò che era stato ampiamente preventivato in campagna elettorale: gli
irrealizzabili voli pindarici dell’allora candidato sindaco si scontrano con la realtà.
Un pachidermico programma elettorale sta partorendo un topolino, a quanto pare in modo molto
travagliato: e i goffi e maldestri tentativi di nascondere i forti dissidi interni stanno ulteriormente
immobilizzando Saronno. I cittadini possono ringraziare l’Amministrazione dei litigi, del non fare e
della finta trasparenza e partecipazione.

Fabio Paticella
Coordinatore Unione Italiana Saronno

giovedì 26 maggio 2011

Una mattina in centro...


Questa mattina mentre mi recavo a prendere un caffè con un amico, commerciante del centro, sono stato involontario testimone di una situazione alquanto negativa, che grazie ad un attento carabiniere si è concluso nel migliore dei modi.
Mentre ci incamminavamo verso  Piazza De Gasperi, abbiamo sentito provenire da Piazza Libertà delle forti urla: “Fermatelo! Al ladro!”, incuriositi ci siamo diretti verso Corso Italia e abbiamo visto sfrecciare, a piedi, davanti a noi un individuo inseguito da un carabiniere di quartiere.
Abbiamo appena fatto in tempo a vederlo voltare in via Caronni tallonato dal pronto carabiniere, che dopo pochi metri è riuscito a raggiungerlo ed immobilizzarlo.
Mentre uno scroscio di applausi dei passanti, testimoni dell’accaduto, accompagnava il militare che riportava il fuggitivo verso il luogo del presunto reato, emergeva quanto fosse accaduto.
L’uomo era accusato di aver appena sottratto, all’interno di un negozio di via Portici, la borsa di una donna.
Il diligente militare è stato in grado di tenere a distanza il folto capannello che in pochi minuti gli si era formato intorno, persone visibilmente stanche di una situazione di insicurezza venutasi a creare nel centro storico.
Tra i passanti che inveivano contro il presunto delinquente il militare ha mantenuto un atteggiamento risoluto, attendendo qualche minuto l’arrivo della pattuglia venuta a prelevare il fermato.
Vorrei elogiare  il tempestivo intervento dell’agile e accorto militare, il quale ha permesso che l’ennesimo reato di microcriminalità non passasse impunito.


Fabio Paticella